Movimento in difesa del mare anche a Bitonto


Ieri sera in Piazza Cavour il Movimento 5 Stelle Bitonto, alla presenza del portavoce alla Camera dei Deputati Ing. Francesco Cariello, ha informato i cittadini sullo stato del mare e delle coste. Più delle trivelle, il ciclo della depurazione devasta l’inquinamento del nostro mare.
L’Ue con la Direttiva 91/271/CEE ha definito delle tabelle entro le quali dei limiti impongono uno standard per scaricare le acque depurate a mare.

L’Ue ha chiesto all’Italia di adeguarsi o di pagare le sanzioni. L’Italia, che di tempo ha avuto più di dieci anni, ha preferito spendere soldi pubblici per pagare le sanzioni, piuttosto che che mettere a norma i depuratori e riutilizzare le acque, decisione che avrebbe generato posti di lavoro e innalzato i livelli standard della depurazione.

Da cittadini dobbiamo spingere le Amministrazioni affinché la qualità delle acque depurate non siano più un problema annoso di cui  occuparsi solo d’urgenza ma sia l’obiettivo per tutelare il nostro territorio e la nostra salute adeguandole ai livelli standard.

A Bitonto abbiamo un depuratore non adeguato rispetto al numero degli abitanti,  l’Acquedotto Pugliese ha ricevuto uno stanziamento di 7.5 milioni di euro per metterlo a norma ma ad oggi, i lavori che si sarebbero dovuti ultimare a luglio 2017, sono ancora in corso e sulla tabella di marcia sono fermi al 20%.

Queste sono informazioni che i cittadini devono sapere, specialmente coloro che abitano a ridosso del depuratore che durante i mesi estivi ma anche nei mesi invernali soffrono delle pessime emissioni odorigene del depuratore. L’obiettivo di un’amministrazione è sollecitare le ditte che si sono aggiudicate i lavori e l’ente principale mandataria, Aqp, affinché sia rispettato il cronoprogramma dei lavori e la norma in questione.

Durante l’agorà abbiamo ricordato anche Torre Calderina, insenatura della costa molfettese dove scaricano in battigia le acque depurate di 5 Comuni (Bisceglie, Molfetta, Corato, Ruvo e Terlizzi). Con lo stanziamento di 265 milioni di euro Aqp non ha pensato di risolvere potenziando i depuratori dei Comuni interessati affinché rispettino lo standard della Direttiva Europea ma ha pensato di realizzare una condotta sottomarina che pompi le acque mal depurate al largo. Tutto questo per poter giustificare l’istituzione dell’area marina protetta con ulteriori stanziamenti di fondi pubblici.

Oltre alla cattiva depurazione, nel nostro mare ritroviamo ordigni bellici affondati subito dopo il secondo conflitto mondiale dietro accordo tra l’allora Ministero della Marina Militare e gli alleati e ordigni bellici della guerra più recente avvenuta in Serbia.

Le Procure già da anni si stanno occupando anche di un’altra sorgente di inquinamento del nostro mare:  il gavonamento programmato di navi che trasportano residui di lavorazioni chimiche. Al momento si pensa che, visto i costi elevati di smaltimento delle sostanze altamente pericolose, sia molto più economico affondarle nel nostro Adriatico.
Alla luce di quanto esposto finora, non dobbiamo poi sorprenderci dell’aumento della presenza dell’Alga Tossica, dell’aumento delle meduse e della constatazione di insorgenza di tumori nei pesci che abitano il nostro mare.
Queste le battaglie che il Movimento 5 Stelle porta avanti da 5 anni, attraverso il tour “Giù le mani dal nostro mare” per informare e spingere sempre più cittadini ad essere consapevoli. L’agorà di ieri preannunciava la tappa di sabato mattina a Santo Spirito, dove attivisti e portavoci sono presenti per informare i bagnanti sullo stato dell’arte del nostro mare e delle nostre coste.