Bitonto ha voglia di sicurezza e legalità


Oggi sono stato invitato come consigliere, ma come cittadino sentivo il dovere di partecipare ad un incontro in cui, dopo aver ascoltato tutti gli intervenuti, professori, sacerdoti, associazioni e amministratori, ho preso la parola e ho ribadito sommessamente alcuni concetti.

La nostra città non ha bisogno di marce, assemblee e manifestazioni fini a se stesse che servono solo a lavare le proprie coscienze. Io, come cittadino, vivo l’INQUIETUDINE di chi non si sente mai a posto ed ha continuamente voglia di vedere germogliare i semi della legalità e della civiltà.

Fin quando ci sarà qualcuno interessato solo a discolparsi perché ritiene di aver fatto tutto quello che poteva, avremo TUTTI FALLITO. Il sacerdote fa quel che può, l’amministratore elenca i suoi atti, le associazioni chiedono maggiori attenzione e investimenti, la scuola fa i suoi progetti, ma io, cittadino di BITONTO, sono inquieto perché vivo una città dalle due facce: una città agognata, fatta di cultura e civiltà, e l’altra, purtroppo più concreta, fatta di illegalità diffusa ad ogni angolo.

Allora, cosa fare? Cosa ho proposto?
Dobbiamo adesso lavorare per mettere a sistema tutti gli interventi utili, dopo una profonda analisi della situazione cittadina. Questo è stato un ottimo punto di partenza e ringrazio personalmente tutti i comitati di quartiere che hanno organizzato questo evento.
Adesso, però, bisogna avviare un percorso che conduca all’elaborazione di un documento o di una strategia che permetta concretamente alla città di progredire sul versante della legalità, che sia scevra da logiche partitiche e che obblighi i prossimi amministratori a percorrere la strada tracciata da questo momento comunitario.

LASCIAMO INSIEME UNA TRACCIA DI CIVILTÀ NELLA CONCRETA LOTTA CONTRO LA CULTURA DELLA ILLEGALITÀ.
BITONTO È NOSTRA!